Diego Zandel, © Tutti i diritti riservati

Tutti a bordo

Le mie letture

Le mie giornate si concludono con la lettura, a letto, per poi spegnere la luce su una giornata, cominciata anch’essa con la lettura, al bagno, prima delle abluzioni mattutine, seduto sulla tazza. Nel mezzo della giornata, poi, ricavo altri momenti da dedicare ai libri, nel pomeriggio.

Eppure ciò non serve a sconfiggere la mia bulimia di lettore, il senso di impotenza che mi assale di fronte alla massa di libri che mi ritrovo in casa, che scopro nelle librerie, sulle bancarelle lungo la strada, che mi arrivano dagli uffici stampa delle case editrici per le recensioni. Vorrei leggere tutti i libri che, per un motivo o l’altro, mi attraggono: ma qui citerò solo quelli che recentemente mi hanno più colpito.

recensione a Romanzi

Il primo libro di Graham Greene che ho letto è stato “Il treno di Istanbul”, negli Oscar Mondadori. Poi mi sono procurato l’intera opera. Pur avendo tutti i suoi romanzi non ho rinunciato ad acquistare i due volumi de I Meridiani Mondadoriche contengono buona parte dei suoi titoli. Greene, pur usando la spy-story e l’avventura non è considerato di genere. Giustamente.
La letteratura si nasconde ovunque.

recensione a Dance Dance Dance

“Dance dance dance” del giapponese Haruki Murakami (Einaudi editore), l’ho scoperto per caso nel reparto libri di un supermercato Coop.

L’ho letto e sono subito andato alla ricerca degli altri libri, scoprendo così ancora “Tokio blues – Nerwegian wood” e “A sud del confine, a ovest del sole” , entrambi editi da Feltrinelli, che seppur con minore intensità del primo, sono riusciti a mantenere intatto l’interesse verso questo scrittore che, in alcune pagine, mi ha ricordato il Camus de “Lo straniero”. recensione a " L'angelo della storia "

recensione a angelo della storia

“L’angelo della storia” di Bruno Arpaia mi ha colpito per due motivi diversi: la fattura pregiata del romanzo, l’eccelsa ricostruzione degli ultimi mesi di Walter Benjamin nel contesto storico e politico dell’Europa in guerra e delle persecuzioni naziste, e il fatto che sono amico di Bruno e non lo sospettavo, non avendo letto niente di lui prima, così bravo.

recensione a "Piattaforma "

Ho letto “Piattaforma” del felicemente trasgressivo, politicamente scorrettissimo, Michel Houellebecq , che già mi aveva attratto con il precedente romanzo, forse superiore a “Piattaforma”, “Le particelle elementari” (Bompiani).

recensione a "La fidanzata di Achille"

Amando la Grecia, vado in cerca di libri di scrittori neogreci usciti o scoperti nel corso dell’anno. Non è facile trovarli in Italia. Per fortuna, ci pensa l’editore Crocetti (www.crocettieditore.com) che pubblica una bella collana di narrativa greca moderna, l’Aristea. Così ho scoperto autori come Pavlos Matesis, Aris Fakinos, o riscoperto, con quello stupendo romanzo “La fidanzata di Achille”, la scrittrice Alki Zei che già conoscevi per aver recensito anni fa, su “L’Unità”, “La Tigre in vetrina”.

Tutti scrittori, quelli citati, che rivisitano con coraggio e in forme critiche inedite la storia recente della Grecia, quella dell’occupazione italiana Matesis, e quella della militanza comunista Fakinos e la Zei.

recensione a "Ultime della notte"

Mi sono piaciuti due romanzi che ho recensito su “La Gazzetta del Mezzogiorno” (www.gdmland.it) dello scrittore grecoPetros Markaris “Ultime della notte” e “Difesa a zona” (Bompiani), che hanno per protagonista il commissario della questura di Atene Kosta Charitos.

Cosa potevo aspettarmi di più? Due mie passioni, il giallo e la Grecia, in un solo autore. Il bel giallo, perché il genere in se stesso non mi interessa se non è anche, insieme a un buon intreccio e a personaggi “veri”, denuncia, ambiente, costume, filosofia di vita, visione del mondo. Tutte cose che Markaris, già sceneggiatore di un regista che io ami, Theo Anghelopulos, porta.

recensione a "Il quartetto di Alessandria "

Non smetto mai di rileggere quegli scrittori che amo particolarmente proprio per la loro vicinanza al mondo greco. Sopratutto il cosidetto “Quartetto di Alessandria” di Lawrence Durrell, (recentemente ripubblicato da Einaudi nei Tascabili, che ha mandato in libreria i quattro titoli che lo compongono: Justine, Balthazar, Mountolive, Clea, ciascuno è un romanzo a se stante, ma vanno letti insieme per capire il progetto letterario che li sottende: la stessa realtà vista da angolazioni diverse, la teoria della relatività applicata alla letteratura).

recensione a "Il caso Schirmer "

Certo, bisogna leggere tanti di libri per trovare quello veramente buono. Molte scoperte si fanno per caso. Mi è capitato, tanti anni fa, con i libri di Eric Ambler, ad esempio... Mi trovavo a Fiume. Ricordo che leggevo sul balcone, affacciato sul golfo del Quarnaro, della casa dei nonni. In mano avevo il libro di un certo Eric Ambler, dal titolo “L’eredità Schirmer”, un libro tascabile della Garzanti, acquistato per caso, forse solo per la parola “Grecia” che appariva sulla quarta di copertina.

E man mano che andavi avanti ero preso dalla trama del racconto, dallo spessore dei personaggi, dal senso di libertà, di avventura che, pagina dopo pagina, andava colorando la fino allora grigia vita del giovane avvocato protagonista. Non sapevo ancora che Eric Ambler, con “La maschera di Dimitrios” , “Topkapi” (entrambi letti negli Oscar Mondadori), “Uno strano processo” (io l’ho letto in edizione Garzanti, ma ora è stato ripubblicato, come altri, daAdelphi) era considerato uno tra i massimi autori, se non il più grande, di un genere come la spy-story. Ma a me non importava che fosse esponente di un genere. A me importava lui, non il genere. Per cui mi sono messo subito a cercare gli altri suoi libri, scoprendo storie e personaggi indimenticabili.