Diego Zandel, © Tutti i diritti riservati

Lettera al desertoe

LETTERA AL DESERTO


Il contenuto in pillole

Eminentissimi,
mirate come il tempo fugge e la morte ne vien dietro a gran giornate, dice pressapoco il Petrarca.  Mirate, mirate, ma non sparate ai piccioni. Nel nome del Vangelo deponete le rami.  Ne uccide più la parola che la spada, dice il proverbio.  Con la parola ne avete uccisi moralmente parecchi, per non parlare della spada.  Galileo docet. Giordano Bruno brucia ancora sulle pubbliche piazze. San Francesco piange ancora tutte le sue lacrime. Vergogna. Piangono i mansueti, i miti, i poveri di spirito, gli affamati di giustizia, tutti coloro che sono nominati nel Discorso della Montagna. Vi guardano, scuotono la testa e piangono. Chi vi scrive è una persona ( fino a prova contraria )normale, con affetti normali, con pensieri normali, con sentimenti normali e normali tendenze sessuali. Chi vi scrive conosce il significato delle voci che predicano nel deserto. Chi vi scrive conosce l’inutilità dello scrivere. Eppure continua a scrivervi. Nella speranza di. Che cosa? Una diabolica amnesia abita le vostri menti pasciute. Lontani dal mondo, lontani dagli uomini, lontani dal Vangelo, predicate al vento le vostre tempeste interiori.  Perché la Storia e soprattutto la Scienza vi hanno sempre dato torto. 

Sono un aspirante cristiano perseguitato dai cattolici. Non dai cattolici del condominio ma da quelli del Dominio, ossia voi. Vi ascolto e vi osservo con quieto sgomento.Secoli di tragici errori ed orrori non vi hanno insegnato nulla. Le orrende Crociate dei bambini, la conversione con il fuoco e con il ferro di  interi popoli, l’Inquisizione, la caccia alle streghe, gli atroci roghi, la notte  di San Bartolomeo et similia, gli indici dei libri proibiti, le alleanze con i potenti e i prepotenti, il cardinale Ruffo, il Sillabo, bocche e orecchie tappate sul nazifascismo e l’Olocausto, le processioni delle Madonne pellegrine durante le infami campagne elettorali della Democrazia cristiana, che tra le sue fila annoverava il fior fiore delle canaglie italiane,  tutte dedite alla speculazione edilizia e alla cementificazione delle coste, per tacere di altre malefatte. E adesso osate influenzare i parlamentari che cercano di obbedire a una sana coscienza laica. Nel nome di chi? Di Dio, dite. Di grazia, lo avete visto? Lo avete udito? Avete mangiato i fagioli con Lui? Ci vuole più rispetto per una Entità incommensurabile e invisibile, ditelo anche ai vostri colleghi. 

Camminate compunti e pensosi in stanze ricche di  episodi del Vangelo che accusano implicitamente il vostro tenore di vita, e nulla vi turba. Sordi e miopi, non leggete che libri di  teologia, questa branca della letteratura fantastica, come dice Borges.  Ma se la teologia può portare speranza e fede, di sicuro oscura  la carità, e senza questa quelle sono gusci pieni di arida superbia. E di intolleranza. Compiaciuti di essere nel vero, non vi siete accorti che siamo passati dalla Società Chiusa alla Società Aperta. Ora non potete più dire, a modo di sublime motto catechistico: “ Al contadino non far sapere come è buono il formaggio con le pere”. Le idee multietniche hanno sfondato tutte le porte e arrivano da tutte le parti. Il contadino ormai  sa il significato del formaggio e delle pere,  e sa tante altre cose che in passato  gli avete impedito con tutti i mezzi di sapere. Per esempio, sa che i dogmi non sono nati con il Vangelo ma sono il frutto di meditate politiche temporali. Sa che i papi hanno incoronato teste circonfuse di delitti innominabili. Sa che vi siete piegati alle strategie stragiste di Napoleone. Sa che i baroni dei feudi erano sostenuti da voi. Sa che non volevate l’Unità d’Italia e che quando regnava il Papa Re molti poveracci innocenti ci hanno lasciato la pelle non riuscendo a salvare neanche le ossa, per via delle torture. Eredi di tanti fasti, con che faccia predicate l’amore? La cultura dell’antifondamentalismo si diffonde su scala planetaria. E dove non si diffonde, fioriscono i kamikaze. Fondamentalismo uguale kamikaze. Meditate gente purpurea. Il contrario del relativismo è il fondamentalismo e il dogmatismo,  e il dogmatismo è il brodo di cultura del kamikazismo. 

Cristo non abita solo in Vaticano. Anzi. Cristo è dove si soffre.  In qualunque luogo, sotto qualsiasi cielo, tra i meridiani e i paralleli del mondo,  dove c’è un uomo immerso nella disperazione, lì c’è Cristo. Non lo capirete mai per convenienza, per libidine di Potere, per paura. Se la gente capisse che Cristo è dove si soffre e si spera e si prega, allora farebbe a meno di voi, nascerebbero piccole e grandi comunità autonome di credenti, rifiorirebbe l’amore evangelico come  accadde secoli orsono. Accadrà di nuovo, sta già accadendo con il volontariato.   E questo si chiama scisma. C’è un libretto intitolato appunto Lo scisma sommerso. Lo avete per caso letto? Dice pressappoco che quando i credenti non credono più ai diktat vaticaneschi ma solo alle parole di Gesù, c’è già il germe dello scisma. Proclamate la morale catechistica ma la scienza vi smentisce. La scienza, non la filosofia. Provate a misurarvi  con la scienza, e ne apprenderete delle belle. Ricordo il catastrofico referendum sulle staminali. Vi pregherei di rispondere a questa semplice domanda: chi ha più diritto a vivere, una persona virtuale o una Persona Reale?  Dov’è Cristo, in un embrione o nel corpo di Giobbe?

Il passo della Storia vi rende sepolcri imbiancati. Mi piacerebbe che ogni domenica, dall’alto della finestra di San Pietro, un uomo vestito di bianco armato di microfoni invitasse i fedeli a combattere la Mafia. Sarebbe un invito concreto, realistico, capillare, realizzabile. Non le solite parole che dicono tutto e nulla, e che alla lunga inducono a rassegnarsi al Male, alla banalità del Male: nazista, fascista, stalinista e mafioso. Mi piacerebbe ma non mi è mai capitato. Forse perché nei covi della Mafia ci sono santini, crocefissi, altarini, acquasantiere e tutti gli oggetti di una religione superstiziosa e assassina, tollerata dalle gerarchie. 

Tollerate tutto, tranne le verità palmari. Avete detto con sincerità che la Chiesa non è una democrazia. Giusto: è una dittatura ereditaria. Di destra e maschilista, però. Con il generale Franco, notorio aguzzino, ah quanto si stava bene. E con Pinochet? Una pacchia. Invece, quanto si stava male con Allende trucidato per istigazione della Cia. Mi sarebbe piaciuto sentire, dall’alto della finestra di San Pietro, condannare i fabbricanti di morte e di tortura dell’Argentina. Mi sarebbe piaciuto vedervi sfilare con le Madri di Maggio. Con loro c’era Cristo, non voi. 

Mi sarebbe piaciuto sentire il Teologo Biondo affermare che un uomo che si è sposato con divorzio incorporato e che si proclama pubblicamente Unto del Signore è degno di essere ricoverato in una clinica psichiatrica per ecclesiastici. Non una parola. Per quali segrete convenienze?

Mi piacerebbe che ogni domenica,  dall’alto della finestra di San Pietro, un uomo vestito di bianco minacciasse la scomunica ai pedofili. Cosa succederebbe? Si spopolerebbero le chiese americane? Non sia mai. Pecunia non olet.  E i modelli di comportamento si diffondono sempre dall’alto.

In effetti anche i pedofili sono Natura. Tutto è Natura. Per voi, però, Natura è quello che vi fa comodo, è quello che rafforza il Potere. Ogni tanto lanciate anatemi per i comportamenti che considerate Contronatura. Ma la Contronatura non esiste, semplicemente perché non può esistere. Tutto ciò che è umano è Natura, e viceversa. Ed è proprio per fronteggiare lo strapotere crudele della Natura che esistono le Leggi.  Le Leggi fondate su una Entità incommensurabile e invisibile ( il Silenzio dell’Universo) sono Dogmi. Cos’è più nobile  per l’uomo, un Dogma o una Legge basata sul libero confronto di uomini liberi, in carne ossa e cervello? Socrate non vi ricorda nulla? E le parabole dialettiche di Gesù?

Mi piacerebbe che ogni domenica, dall’alto della finestra di San Pietro, si spiegasse una volta per tutte cosa c’entra lo sfarzo rutilante della Basilica con la culla infreddolita di Gesù. Chiedo troppo?  Cultura cattolica, si dice, civiltà cattolica. Ma le arti, le gallerie zeppe di capolavori pittorici,  i templi, le architetture, tutti i tesori dell’ingegno  e dello spirito  cattolico non valgono una sola vita umana, per quanto meschina essa sia. Questa è la radice dell’etica dell’amore e della solidarietà, la suprema utopia dei santi e dei mistici.. Mi piacerebbe che dall’alto della finestra di San Pietro si condannasse il turpe commercio dei morti. Che si condannasse l’oscena economia politica delle case farmaceutiche. Che si condannasse l’impudicizia devastante della pubblicità, questa punta filosofica e ideologica  del capitalismo energumeno.  Che si condannassero gli infami speculatori annidati negli ospedali e nelle cliniche di lusso. Che si condannasse l’obbrobrio dei cosiddetti atei devoti, che insufflano nelle menti e nelle coscienze il virus della ipocrisia, della menzogna sistematica, della corruzione quotidiana e della intolleranza. Che si condannasse lo strozzinaggio delle Banche e che si riscattassero le vittime dei furti finanziari. 

Invece, silenzio. E pensare che se le condanne suddette fossero il vostro pane giornaliero, acquistereste una vera autorevolezza, l’antica autorevolezza dei Vangeli. Anzi, l’autorità.  Gli uomini, le donne,i vecchi, i bambini, gli infermi, i poveri  si sentirebbero protetti e vivificati da così alte dichiarazioni di morale fattiva e attiva.  Nelle famiglie si coltiverebbe con convinzione il seme dell’amore. Ma state zitti. O parlate di valori che solo per voi valgono. Provate a mescolarvi con la gente e ascoltate di cosa parla quando è libera di parlare. Ecco, la mia lettera è terminata.  Ora uscirò, me ne andrò solo e pensoso misurando i più deserti campi  a passi tardi e lenti, e gli occhi porterò per fuggire intenti  ove vestigio uman l’arena stampi.