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L’on.. Roberto Battelli

L’on.. Roberto Battelli


Profilo biografico
data di nascita: 19/10/1954
professione: giornalista
parlamentare dal: 1990


Onorevole Battelli, Lei è un italiano della Slovenia: come convivono diversità etnica (italiana) ed identità nazionale (slovena)?
Ciò è accaduto e, tuttora, avviene, attraverso un semplice quanto importante meccanismo d’integrazione: l’esercizio del diritto di voto. Con le elezioni politiche, infatti, le minoranze si auto identificano e nello stesso tempo si pongono come soggetto che condivide le responsabilità di adottare delle decisioni, sia a livello locale sia a livello nazionale.
Già all’epoca della Jugoslavia una sorta di rappresentanza era garantita, ma nel momento in cui la Slovenia nasce come Stato sovrano quest’esigenza viene tradotta in un sistema proprio dello stato di diritto e, così, venne previsto l’istituto del seggio garantito per le minoranze.

Quali sono state le tappe più significative, nella storia della Repubblica di Slovenia, della tutela dei diritti delle minoranze?
Il momento, a mio avviso, più importante è stato rappresentato dalla proclamazione dell’indipendenza e dall’adozione della Costituzione. Sia nella Dichiarazione di indipendenza che nella legge fondamentale dello stato furono inserite le previsioni normative in tema di tutela delle minoranze.
Ma non bisogna dimenticare la tenacia con cui è stato necessario difendere il mantenimento dei diritti acquisiti. Come ad esempio quando nel ’96 fu proposto, su iniziativa di un avvocato di Capodistria, un ricorso affinché fosse sindacata la compatibilità costituzionale della normativa de qua. Il ricorso fu pendente dal ‘96 al ’98, ma l’efficacia della normativa, tuttavia, non fu sospesa dalla Corte Costituzionale slovena.
Per la cronaca, il ricorso fu respinto.

Quanti sono i cittadini sloveni appartenenti alla comunità italiana ?
Secondo il censimento dello scorso anno dal ’91 c’è stato un calo. Quest’ultimo è stato, di settecento unità, tanto che i connazionali sono passati dagli allora 2959 agli attuali 2258. I dati sono, certo, preoccupanti e riconducibili ad una diffusa avversione per quanto rappresentasse qualcosa di etnicamente “diverso” .
Non a caso il calo maggiore (di circa un quarto) riguarda proprio le minoranze che figurano come tutelate dalla Costituzione. Per quanto riguarda i rapporti tra minoranze ed Amministrazione Pubblica, esiste una legge specifica che disciplina l’uso della lingua italiana nelle relazioni con i comuni, con i ministeri ed in genere con le altre istituzioni?
L’art.11 della Costituzione slovena usa l’espressione territori etnicamente misti.In questi territori la norma prevede l’uso dello sloveno e dell’italiano ovvero dell’ ungherese come lingue ufficiali. .
Per quanto riguarda i rapporti tra cittadino e P.A., in Slovenia questi ultimi sono disciplinati dalla Legge sul procedimento amministrativo e dalla Legge sull’amministrazione dello Stato.
A tenore della prima, nelle unità Amministrative (una sorta di rappresentanza del governo a livello territoriale) io ho il diritto di rivolgermi in italiano e di pretendere la risposta in lingua italiana. Se ciò non avviene la pubblica amministrazione è inadempiente.
Tuttavia, la Legge sull’amministrazione dello Stato, prevede che negli uffici pubblici gli impiegati usino la lingua ufficiale minoritaria solo nel caso in cui l’ utente, che appartenga alla minoranza, la usi a sua volta.
È evidente che tale terminologia presta il fianco ad un’interpretazione ristretta. Infatti, giacché la maggioranza degli utenti è in grado di usare lo sloveno, la conseguenza è che il personale dell’ufficio si senta dispensato dall’uso della lingua minoritaria.

Nei rapporti con l’autorità giudiziaria, è previsto per gli italiani, e se sì in che modo, l’uso della lingua madre?
Sì, questo diritto è riconosciuto. Cito l’esempio del processo penale. Se nel processo di primo grado il soggetto de quo ha usato la lingua italiana tale facoltà deve essergli riconosciuta anche nel secondo grado di giudizio.

Qual’ è la procedura per l’elezione del deputato delle minoranze?
Le minoranza italiana dispone di un proprio elenco elettorale curato dalla CAN[1] . E’ necessario che ogni candidato venga presentato da almeno 30 individui iscritti in tale elenco. Il candidato che ha ottenuto più voti accede allo scranno parlamentare. L’ elezione avviene attraverso il c.d. “sistema Borda”, dal nome del proponente, una specie di voto di preferenza a punteggio che consente di diminuire i caratteri tipici del sistema maggioritario secco.

Come sono i rapporti con la nazione madre Italia?
Mi sento di indicare in tre parole i profili che devono caratterizzare il rapporto tra gli italiani della Slovenia e l’Italia: fiducia, sostegno e solidarietà. Sono queste le cose che chiediamo all’Italia per il raggiungimento dei nostri scopi storici ma anche attuali.
La nostra presenza in questa terra ha significato e significa testimonianza di italianità. In tempi passati, ma non lontanissimi, siamo stati costretti, con l’ esodo, a pagare “il prezzo” di questa presenza.
Ma tale testimonianza, tuttavia, si perpetua attraverso il mantenimento della lingua e della cultura. In questa direzione ogni Stato interessato (Slovenia, Croazia, Italia) dovrebbero fare la propria parte di percorso assumendosi i relativi oneri. La salvaguardia di altre specificità come, per esempio, l’uso del dialettoistro- veneto, è lasciata all’iniziativa dei singoli. Per quel che mi riguarda posso dire che ai miei figli, i quali parlano perfettamente l’italiano, spesso mi rivolgo nel nostro atavico idioma. Non si tratta di far prevalere il vernacolo, ma di far capire che è una parte del nostro passato non meno importante del nostro presente e del nostro futuro.

[1] Le Comunità Autogestite Nazionali (CAN) rappresentano la Comunità italiana in Slovenia. L’ iscrizione alle CAN è soggetta al placet delle medesime.