Diego Zandel, © Tutti i diritti riservati

Avventure

i miei luoghi

Buenos Aires

Nel 1997 sono stato a Buenos Aires per lavoro. Non mi sono fermato molti giorni, ma la città m’è rimasta nel cuore. Avrei voluto fermarmi di più e invidio i colleghi di Telecom Italia che ci hanno lavorato per mesi e anni. Mi ha sorpreso il grande amore per la vita che ho scoperto negli argentini, per cui gioia e tristezza l’affogano nel tango (www.buenosairestango.it ). Mi sono piaciuti le grandi dimensioni della città, delle sue strade, del suo fiume, della sua prateria che, seppur in piccolissima parte, ho percorso a cavallo. Mi è rimasto il sogno di tornarci. E un giorno, chissà, da questo sogno potrebbe nascere almeno un racconto. La metto tra i miei luoghi, anche se sono stati tanti i viaggi che ho fatto all’estero, per lavoro o in vacanza. Ricordo con piacere alcuni viaggi stampa, lungo il Reno, in Svizzera, a Berlino, a Barcellona, in particolare. Città che lasciano segni. Ma Buenos Aires è stata un’altra cosa... Forse perché è dall’altra parte del mondo.

Cipro

L’amore per la Grecia mi ha portato a Cipro, dove ho ambientato il mio romanzo “Operazione Venere”: Ci sono stato una volta soltanto, nel 1993 con il mio amico Stefano Piermaria.
L’abbiamo girata tutta, fermandoci solo davanti al muro che divide la Nicosia greca dalla Nicosia occupata dai turchi.

Kos

Dall’età di 21 anni a oggi, che ne ho 67, sono andato a trascorrere tutte le estati a Kos. E’ un’isola greca del Dodecanneso, a 14 ore di traghetto dal Pireo, a tre miglia dalla costa turca. Mia suocera era originaria di quest’isola, del villaggio di Asfendiù, sulle falde del Monte Dikeo (842 metri). Dalla casa dei nonni di mia moglie si gode una vista stupenda delle isole di Calimno e di Pserimo come immerse nell’azzurro del mare e del cielo, mentre, sulla sinistra, è visibile l’Anatolia, con i suoi villaggi turchi. Da Asfendiù, prima di arrivare al villaggio di Zià, nelle giornate luminose si può vedere la città di Bodrum in Turchia, con la sua fortezza San Pietro, dove ogni tanto faccio una gita.

Andando sempre a Kos la Grecia ti entra nel sangue. Nei miei viaggi verso l’isola mi fermo quasi sempre ad Atene, per cenare in una delle tante taverne di Plaka, e al Pireo, che mi diverte per il suo essere caotico, ricco di umanità, brulicante di vita (come del resto anche Plaka).

Questo amore per la Grecia mi ha portato ad avere molti amici greci. Tra i più vecchi nel tempo metto Antonio Solaro, corrispondente da Roma del quotidiano ateniese di sinistra “Avghi” e traduttore in greco del mio libro ultimo romamzo “I confini dell’odio” che uscirà in Grecia per i tipi della casa editrice Alexandreia Publications col titolo "Ta sinora tou missous".

Grecia

Andando sempre a Kos la Grecia ti entra nel sangue. Nei miei viaggi verso l’isola mi fermo quasi sempre ad Atene, per cenare in una delle tante taverne di Plaka, e al Pireo, che mi diverte per il suo essere caotico, ricco di umanità, brulicante di vita (come del resto anche Plaka).

Questo amore per la Grecia mi ha portato ad avere molti amici greci. Tra i più vecchi nel tempo metto Antonio Solaro, corrispondente da Roma del quotidiano ateniese di sinistra “Avghi” e traduttore in greco del mio libro ultimo romamzo “I confini dell’odio” che uscirà in Grecia per i tipi della casa editrice Alexandreia Publications col titolo "Ta sinora tou missous".

Grecia

Fiume è la città in cui sono nati entrambi i miei genitori, che pertanto si sentono profondamente fiumani, pur provenendo le relative famiglie dall'Istria: quella di mio padre dalla zona di Albona e Arsia, quella di mia madre da Visignano d'Istria. Di origine istro-croata la prima, e istro-italiana la seconda.

A Fiume comunque i genitori dei miei genitori sono arrivati giovanissimi per lavorare, mio nonno paterno sulle navi, avendo il porto di Fiume come base, e il nonno materno alla raffineria Romsa. Per cui sono diventati fiumani a tutti gli effetti. E anch'io ho subito questa influenza, seppur indirettamente. E' un fatto però che dal 1954, dall'età di 6 anni, ho sempre trascorso le mie vacanze a Fiume nella casa dei nonni materni, seppur con brevi puntate in Istria. E' bastato perché Fiume mi entrasse dentro l'anima., per sentirmi anch'io fiumano. Amo quella città, e in particolare il quartiere di Cantrida dove c'è la casa dei nonni, con il balcone aperto sul golgo del Quarnero e il Monte Maggiore, le spiagge sottostanti, rocciose e sassose, dove scendevo con i miei amici e, più tardi, con le mie cugine.

Istria

La mia famiglia paterna è originaria del paese di Cugno nella zona di Albona e Arsia. Oggi gli Zandel sono sparsi un po in tutto il mondo ( ad Albona, Arsia, Pola, Cugno stesso ma anche a Roma, Trieste, in provincia di Treviso, Berlino, Australia) ma hanno tutti l'Istria nel cuore.

Quando sono a Fiume cerco sempre di andare in Istria, la mia Istria. Di quei posti, in particolare di Ponte d'Arsia (Most Rasa) ho i dolci ricordi di estati bellissime trascorse con i miei cugini Maria, Bepi e Drago, e di Albona (Labin) dove andavo con la mia nonna paterna.

Ero adolescente e godevo di una grande libertà che a Fiume, con i nonni materni, era più ridotta. Ad Albona e a Ponte d’Arsia (Most Rasa), dove abitava un fratello di mio nonno ho dedicato un paio di racconti pubblicati su Casaviva. Ma, sopratutto, è lo scenario in cui si svolge la vicenda narrata nel mio secondo romanzo “Una storia istriana”.

Questo romanzo è stato tradotto anche in croato da Tullio Vorano, pubblicato da Matthias Flaccius editore, del mio amico Zoran Milevoj, figlio di Marjan Milevoj, giornalista del quotidiano di Pola “Glas Istre”. e racconta la storia tragica di un fratello di mio padre, suicidatosi all'età di 16 anni. In una fotografia che ho qui postato lo vedete - è il terzo a destra, con i fratelli Toni, il maggiore, al centro e Carlo, mio padre a sinistra.

Villaggio Giuliano Di Roma

Il viale principale con i "padiglioni"

E’ come se fossi nato qui, in questo quartiere di Roma che nel 1948, quando sono arrivato con la mia famiglia, era solo un campo di raccolta di profughi istriani. Sul villaggio ho scritto nel mio libro "I testimoni muti", edito da Mursia nel 2011..