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Amici, Maestri, Sodali

Mario Lunetta

Conosco Mario da quando ero un ragazzino. Con Gaetano De Leo, mio amico d’infanzia, oggi affermato criminologo ma un tempo aspirante scrittore e acuto critico letterario de “Il Piccolo” di Trieste e del “Messaggero Veneto” di Udine, frequentavamo un gruppo di scrittori sperimentali, guidati da Franco Prattico e raccolti intorno a una rivista letteraria d’avanguardia che uscì per pochi numeri, del quale faceva parte, appunto, Mario Lunetta.

D’allora, pur non frequentandoci assiduamente, non ci siamo mai persi di vista. L’occasione è data per lo più dall’uscita dei rispettivi libri, che io ho quasi sempre recensito, anche perché li ritengo di vertice letterario. Leggeteli, perché rappresentano ciascuno un paradigma della scrittura. Parlo di “Dell’elmo di Scipio”, “I ratti d’Europa” (finalista al Premio Strega 1977), “Mano di fragola” (finalista al Premio Viareggio 1979), “Guerriero Cheyenne”,del 1987, i cui ci sono pagine ambientate a Kos, dove Mario e la moglie Pia e il figlio Leonardo andarono un anno in vacanza convinti dalle mie descrizioni dell’isola, “Puzzle d’autunno” (finalista al premio Strega del 1989), “L’ubicazione di Lhasa”, del 1993, “Montefolle”, l’ultimo, edito da Manni, del 2000. Lo straordinario, tra me e lui, è che pur vedendoci di rado, quando ci incontriamo è come se ci fossimo lasciati il giorno prima.

Così con sua moglie Pia. Io gli sono grato per l’affetto e la generosità che ha sempre dimostrato nei miei riguardi, rendendosi presente ogni volta che ho avuto bisogno di lui. E’ stato tra i presentatori (insieme a Predrag Matvejevic’, Anna Maria Mori e Toni Concina) del mio ultimo romanzo “I confini dell’odio”. Lo considero un Maestro anche se i miei libri sono portatori di una narrativa molto diversa dalla sua. Mentre la sua punta molto sulla scrittura, sul lavoro della parola, io guardo agli aspetti più strutturali della trama e al modo di dipanarla al meglio.

Ma sono i rari scrittori d’avanguardia come Mario Lunetta che, sulla scia di Gadda, fanno avanzare la pattuglia degli scrittori come me offrendoci su un piatto gli strumenti di innovazione della lingua, così lasciando, loro, il marchio sulla letteratura italiana.

Nella foto da sinistra: Mario Lunetta, ultimo della fila, alla presentazione del mio libro "I confini dell'odio" con Predrag Matbejevic', Anna Maria Mori e Toni Concina.