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Amici, Maestri, Sodali

Antonio Spinosa

Scrittore e giornalista

La parte di me che guarda al giornalismo ha avuto un padre. Ed è Antonio Spinosa. Ci siamo conosciuti per un’intervista. Era appena uscita la sua prima biografia di successo “Paolina Bonaparte”, edita da Rusconi. Era dunque il 1979. Io collaboravo a “Paese Sera”. Il nostro contatto fu Raffaele Crovi, all’epoca direttore editoriale della Rusconi Libri, e quindi editore di Spinosa. Io gli telefonai al “Roma” di Napoli, il quotidiano all’epoca rilevato da Claudio Signorile e Giuseppe Marra, e del quale Spinosa era Direttore. Ci demmo appuntamento davanti alla libreria Rizzoli a Largo Ghigi. Perché lo riconoscessi si raffigurò. “Sono piccolo e scuro, come tutti i meridionali”. Allora aveva press’a poco l’età che ho io ora. Lo riconobbi immediatamente. Ci sedemmo a un bar per un’intervista. D’allora divenni uno dei suoi collaboratori di fiducia. L’ho seguito in tutte le sue direzioni di giornali, dal “Roma” all’Agenzia Italia alla “Gazzetta del Mezzogiorno”, collaborazione quest’ultima che mi ha lasciato in eredità, visto che i direttori che si sono succeduti me l’hanno confermata.

Credo che Antonio sia una delle persone più generose che io abbia conosciuto. Sul lavoro è molto esigente e, di questo, gli sono molto grato perché mi ha insegnato a evitare ogni tipo di superficialità nel dare le informazioni e a un sapiente uso della diplomazia nell’esprimere concetti che potrebbero essere usati contro di me, qualora espressi diversamente.

Gli voglio molto bene, come ne voglio a sua moglie Elettra. Il mio rammarico, in questi ultimi anni, è quello di non incontrarlo con la frequenza che vorrei. Ho tutti i suoi libri e da essi ho imparato molte cose di storia che ignoravo. So per certo che ogni sua affermazione corrisponde a verità, essendo il frutto di una accuratissima ricerca. Oggi ha quasi 80 anni. Ne dimostra 10 di meno, nonostante non sia in perfette condizioni di salute. Ma è sempre attivo. Scrive ogni giorno e i suoi libri escono puntualmente. E qui sta il segreto della sua perenne giovinezza. Gli sarò sempre grato per tutto ciò che mi ha dato. E che lui forse neppure immagina.

Intanto mi è arrivato il suo ultimo libro "Napoleone, il flagello d'Italia", edito come tutti i suoi libri, da Mondadori. Leggetelo. Vi piacerà.